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foto: “Enzo Bettiza e la Nazione dalmata”

“Enzo Bettiza e la Nazione dalmata”

di

Dario Saftich



Rovigno


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Saftich ha saputo scrupolosamente descrivere, attraverso la vita e le opere di Bettiza, una Dalmazia, o meglio la realtà di Spalato e Zara tra le due guerre mondiali ed il periodo bellico, che purtroppo non esistono più. Bettiza è stato senza dubbio un grande scrittore e giornalista di fama europea, l’ultimo grande autore dalmato di lingua italiana, perfetto conoscitore del mondo slavo e latino che per secoli si sono mescolati e influenzati a vicenda lungo tutto il litorale dell’Adriatico orientale.  

         Anche se esule, in seguito alle ben note vicende della Seconda guerra mondiale, non tagliò mai i ponti con la propria terra natale e rimase sempre in qualche modo legato, soprattutto attraverso i propri lavori letterari, alla Dalmazia dove, nacque, visse da giovane e si formò intellettualmente, continuando a sentirsi per tutto il resto della vita un vero dalmato di cultura e lingua italiana, senza risentimenti ed estremismi. Infatti, attraverso la sua attività intellettuale seppe creare dei preziosi collegamenti tra la cultura italiana e le varie culture slave. Bettiza rimane l’ultimo testimone di un’altra Dalmazia dove più che tolleranza c’era vera convivenza.

         Come viene sapientemente e dettagliatamente presentato dall’autore, Bettiza fu un personaggio complesso ed estremamente interessante, bilingue sin dall’infanzia, di padre tenacemente italiano in una Spalato ormai jugoslava e di madre croata. Fu un vero intellettuale europeo, profondo conoscitore delle vicende del XX secolo e acuto osservatore del nuovo ordine mondiale.

         Fu per decenni al centro della vita sociale e culturale italiana ed europea, come grande giornalista, inviato a Mosca, Vienna, Berlino, Parigi e Londra e anche cofondatore insieme a Indro Montanelli del quotidiano “Giornale”. Fu anche un possente narratore e letterato, ma anche fine politico come senatore ed eurodeputato.
Dr. sc. Raul Marsetič

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