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Il Centro di Ricerche Storiche di Rovigno

Scoprimento della lapide commemorativa del canonico Pietro StancovichUna delle Istituzioni della Comunità Nazionale Italiana (CNI) che da oltre 40 anni opera nel campo della ricerca, colmando una grave ed ingiustificata lacuna nell’ambito della storiografia e, di recente, anche della sociologia. Fondato nel 1968 dall’UI (Unione Italiana, ex Unione degli Italiani dell’Istria e di Fiume) l’unica organizzazione rappresentativa della minoranza nazionale italiana che vive in Croazia e Slovenia, costituisce oggi uno degli Enti di proprietà dell’UI e fu creato con lo scopo di avviare un processo di chiarificazioni e di precisazioni sulla storia dell’Istria, che è senza dubbio una delle più complesse e delicate, vista la sua posizione geopolitica, la sua secolare struttura multi etnica, ecc.

Presentazione AttiIl CRS, ha organizzato, sin dall’inizio, la sua attività nell’ambito di cinque sezioni: storia generale della regione, etnografia, dialettologia (romanza), storia del movimento operaio e della Resistenza; nel 1985 è stata costituita la sezione per le ricerche sociali. La sua sede è stata sin dalla fondazione a Rovigno (Rovinj), in Istria (Croazia), in un edificio di quasi 1.000 mq (compresi gli edifici annessi) inserito nella Cittavecchia; dal febbraio 1996 è in funzione la rete informatica in tutta la sede (24 clients + 2 server, 3 scanner e 3 stampanti in rete); dall’aprile 1996 il CRS è in Internet, per il tramite del nodo di Trieste, dapprima con il DSGS dell’Università degli Studi di Trieste, poi dal 1999, con uno suo dominio proprietario (www.crsrv.org).

Visita al CRS del console della Repubblica Italiana Luigi SolariLa sua Biblioteca Scientifica, completamente informatizzata, conta oggi oltre 110.000 volumi di alto valore bibliografico; sono ben 1.695 i titoli dei periodici, 673 i titoli di giornali. Tema portante del fondo librario è la storia regionale (comprendente l’Istria, Fiume e la Dalmazia ex-veneta, territorio dell’insediamento storico della CNI!) e le materie attinenti (archeologia, linguistica, dialettologia, araldica, patrimonio culturale ed artistico, sociologia, ecc.); dal novembre 1995 essa ha assunto lo status di Biblioteca depositaria del Consiglio d’Europa (Strasburgo), con una particolare sezione sui diritti umani e delle minoranze e la tutela dell’ambiente. Essa è visitata annualmente da oltre 850 ricercatori, in massima parte dall’Italia, Croazia e Slovenia; vi sono inoltre quasi 650 studenti da numerose università europee (ed americane) che fruiscono dei fondi per la stesura delle tesi di laurea (possediamo uno speciale fondo della biblioteca che ne custodisce copia).

Una collezione particolare (c.ca 3.500 oggetti) è costituita dalle carte geo, topografiche, militari, stampe e vedute della nostra area, che vanno dal sec. XVI ai nostri giorni; ammontano a quasi 4.000 unità i documenti di biblioteca, disegni, manifesti, calendari.

Visita del presidente del Senato Giovanni Spadolini al CRS in occasione del Convegno: Nazione e nazionalitàNel 1973 è stata istituita l’attività documentaristica relativa alla CNI dal 1943 ad oggi, cosicché sull’argomento è stata raccolta un’elevata quantità di materiale stampato, foto, film, documenti, video e music cassette (c.ca 10.000), ecc.; finora sono state registrate oltre 78.000 unità archivistiche, pari a circa 350.000 documenti (originali e fotocopie), catalogati ed informatizzati, dei quali 30.000 riguardanti l’esodo

La realizzazione di tutto ciò, ma anche di molte altre iniziative, è stata possibile soprattutto grazie all’insostituibile collaborazione e al supporto materiale della Nazione Madre - l’Italia, per il tramite dell’Università Popolare di Trieste.

Seminario dei professori di storia delle scuole italiane dell'Istria e di FiumeIn oltre 45 anni di attività, l’Istituto ha pubblicato 270 volumi in proprio (altri 62 in coedizione), che corrispondono a circa 100.000 pagine stampate, tutte in italiano (sommari in croato e sloveno) e in maggior parte distribuite per un totale di circa 350.000 volumi. Gli abbonati alle edizioni sono oltre 200, mentre 250 sono i titoli di scambio. Le serie che vengono pubblicate (con argomenti specifici) sono: ATTI, COLLANA DEGLI ATTI, QUADERNI, MONOGRAFIE, DOCUMENTI, FONTI, ACTA HISTORICA NOVA, RICERCHE SOCIALI, ETNIA, LA RICERCA (bollettino) ed Edizioni Speciali. In esse sono stati finora pubblicati 1.450 saggi.

Sono impiegati in pianta fissa 20 tra ricercatori e personale ausiliario; 75 i collaboratori esterni (Italia, Croazia, Slovenia).

Presentazione del volume di Antonio Borme: Nuovi contributi sulla Comunità italiana in Istria e a FiumeL’Istituto ha voluto essere, sin dalla sua fondazione, non soltanto una contestazione a quella che era l’interpretazione faziosa e distorta della storia più recente e non del territorio, ma anche un punto di riferimento per la tutela dell’identità nazionale italiana della popolazione di quest’area. Il contributo del Centro è stato particolarmente significativo anche perché ha avvicinato il mondo dei ricercatori, degli studiosi (italiani, sloveni, croati, ecc.) che hanno accettato questo tipo aperto di confronto storiografico proposto dall’Istituto. Il CRS è sempre stato una finestra aperta per dialogare con gli “altri”, per confrontarsi con le storiografie croata e slovena, ma anche con quella della nazione d’origine. Nelle nostre pubblicazioni sono presenti numerosi saggi di studiosi di lingua non italiana (in traduzione) che da più di tre decenni ci seguono ed in buona parte condividono, pur nella diversità delle opinioni, la strategia di ricerca sino a qui adottata.

Visita al CRS dei presidenti della Repubblica Italiana e della Repubblica di Croazia, Carlo Azeglio Ciampi e Stijepan MesicIl Centro, aperto a tutti ed a tutte le collaborazioni, ha sempre puntato al recupero di avvenimenti, notizie e personaggi di un contesto socio-linguistico, culturale ed umano che accadimenti della nostra storia più recente hanno particolarmente e drammaticamente corroso, sino a dare l’immagine di un processo di rapido dissolvimento. Nello spirito di siffatta operosità il Centro - e con esso gli Italiani della regione - hanno potuto misurarsi con i  problemi dell’impatto tra dovere scientifico ed esigenze (imposizioni) della società; questa sensibilità è venuta col tempo a sostituirsi come requisito naturale e necessario della nostra comunità nazionale, confermando la scelta operata, sin dall’inizio dai fondatori del Centro

L’Istituzione ha oggi alle spalle 45 anni di attività feconda, di rigore scientifico, di forte impegno civile, navigando tra illusioni in frantumi ed ostilità incrociate nei nostri riguardi. Ci siamo opposti - spesso da soli - alla cancellazione della storia, finalizzata alla rimozione della nostra legittimità stanziale in questi territori: il Centro fu istituito appunto come uno degli strumenti più efficaci per imporre un’inversione di tendenza.

Ultimo agg.to: ottobre 2013